Il giullare è il comico goffo, quell’essere deforme, brutto, orribile, quasi al di là dello spettro umano, appartenente ai sobborghi/catacombe della società. E per questo motivo, è l’unico che può permettersi la libertà espressiva dell’irriverenza di fronte al Re. Detto questo, sempre a rischio di vedersi “tagliare la testa”.
Mostra e facilita:
Riscoprire il piacere dell’irriverenza.
Ci invita a riappropriarci della nostra capacità satirica di denunciare, esigere e provocare; affermando il nostro diritto di esistere come animali deformi, liberi e gioiosi.
Riappropriarci della rabbia creativa come forza di trasformazione e appartenenza, alla ricerca di una maggiore consapevolezza della nostra dualità tenerezza/aggressività.
La riappropriazione delle nostre energie istintive legate alla nostra aggressività, alla nostra immensa creatività animalesca/infantile castrata dal sistema socio-familiare patriarcale dominante, per trovare una nuova appartenenza per le nostre parti deformi, escluse e vilipese.
Ritornare alla gioia della mia esistenza deforme e animale.
Ci permette di indagare la nostra anatomia. L’energia derivante dalla deformità, dalla costruzione delle nostre ferite, alla ricerca di un altro modo di essere nel corpo, di un altro schema di bellezza al di fuori dei canoni patriarcali, che ci catapulta direttamente al piacere, all’abbandono e all’estasi corporea animalesca.
Abbracciare lo spirito del branco
Lo spirito gregario del branco di giullari, il gruppo degli esclusi, come via verso l’autodeterminazione e l’appartenenza al mio lato socialmente denigrato, disadattato e grottesco.
La caduta e l’abbandono istintivi/animali Raggiungere un riposo calmo e nutriente per il mio corpo grottesco, che si concede il permesso di cadere, circondato dalla massa deforme, maleodorante e disgustosa del branco animale, rappresentato dal Coro dei Giullari.
Il bisogno di esistere
Il rilascio della nostra energia animale attraverso un grido giusto e una derisione, che ci mette nel gioco creativo sfruttando le immense energie che emergono dal furioso bisogno di esistere.


